La maestosa Chora tu Vua e l’impronta della principessa


La maestosa Chora tu Vua e l’impronta della principessa

Bova, in grecanico “Chora tu Vua”, è considerata da tutti unanimemente la capitale dei greci di calabria. Si trova nell’isola ellenofona, dove ancora alcune famiglie parlano il grecanico, lingua minoritaria riconosciuta dal Ministero.
Per raccontare Bova non sarà sufficiente il post di un blog, ma servirebbero decine e decine di libri. Che non sarebbero comunque sufficienti, perché chi non visita Bova caput mundi almeno una volta nella vita non può rendersi conto di ciò di cui stiamo parlando.

Di Petru i ‘Ntoni, a tal proposito, offre escursioni, visite guidate, trekking e molto altro ai suoi visitatori.

La Croce che sormonta il Castello

Bova è sormontata dal Castello Normanno dell’antico borgo, in parte scavato nella roccia, che risale all’XI secolo. Esso sorge sulla cima del Monte Rotondo a circa 900 metri di altezza, dominando con la sua imponenza l’intera vallata. Del castello oggi resta poco e niente, ma le fonti descrivono un imponente struttura fondata in epoca normanna e potenziata nel 1494 dagli Aragonesi. Il castello fu progettato e costruito su vari piani di elevazione le cui fondazioni poggiavano direttamente sulla roccia. Gli ambienti ancora esistentisi trovavano su tre livelli: al piano inferiore “un salone” al quale si accedeva attraverso un corridoio. Al piano superiore le due stanze e ancora più in alto una piccola cappella con pianta rettangolare e coperta con volta a botte e affrescata, di cui restano ancora le tracce.

Iscrizione datata 1719

Intorno al castello sono nate anche diverse leggende locali. Su di un macigno, tra le rovine del maniero, è ancora visibile l’orma del piede di una donna, che la leggenda vuole sia appartenuto alla Contessa Matilde di Canossa, la quale aveva ricevuto il castello dal Pontefice Gregorio VII. Se l’orma corrispondeva con quella di una fanciulla quest’ultima avrebbe scoperto di discendere dalla famiglia della Contessa. Ma un’altra leggenda parla dell’Orma della Regina. Secondo la leggenda…

se il piede di una fanciulla avesse combaciato perfettamente con quello della Regina la roccia si sarebbe aperta facendo scoprire a quest’ultima il tesoro custodito.

Bova è ricca di monumenti, chiese, musei e testimonianze storiche. Di storie, leggende e tradizioni legate alla Chora ce ne sono davvero tante, una tra tutte è quella legata alle tradizionali persefoni portate in processione durante la Domenica delle Palme, di cui avremo modo di parlarvene più in là.

 

Fonte: http://calabriagreca.it/blog/risorse/castello-normanno/