Palizzi, dall’Alica ai calanchi passando per il Castello


Palizzi, dall’Alica ai calanchi passando per il Castello

Palizzi è sicuramente uno dei più bei paesi dell’Area Grecanica. A due passi dall’Agriturismo Di Petru i ‘Ntoni, infatti, possiamo scoprire tratti di storia che partono anche da 2,5 milioni di anni fa.

Arrivando a Palizzi Marina, infatti, ci si può subito imbattere nei Calanchi, un paesaggio…lunare! Che non sia passato da qui addirittura Neil Armstrong? O che la Nasa abbia girato proprio qui l’allunaggio?

“Un piccolo passo per l’uomo, un grande balzo per l’umanità”.

I Calanchi bianchi di Palizzi

No, Armstrong non è mai passato da qui e l’uomo è realmente andato sulla Luna. Ed è vero come il fatto che i calanchi, chiamati anche “Trubi”, sono dei sedimenti di mare profondo pliocenici che risalgono a circa 2,5-5 milioni di anni, che affiorano sulle coste siciliane e calabresi. All’origine si sono formati in un mare chiuso, ad una profondità tra 800-1000 metri circa.

Dopo un tuffo nel mare cristallino, magari dalla scogliera o nei pressi del “panettone” (un grande scoglio tondeggiante a forma del tipico dolce milanese), risalendo verso l’Aspromonte si arriva a Palizzi Superiore. Città del Vino, dei Catoj, dell’eccezionale ospitalità. Il borgo è dominato dal suo Castello il quale, elevandosi su una mastodontica rocca con pareti spioventi, è stato dichiarato Monumento Nazionale dal Ministero dei Beni Culturali.

Santuario della Madonna dell’Alica

Risalendo ancora verso l’entroterra si arriva nella piccola frazione di Pietrapennata, anch’essa dominata da un monolite, la “Punta Gallo”. Ancor più nell’entroterra, dopo circa 20 minuti a piedi, si può raggiungere l’antico Santuario Basiliano della Madonna dell’Alica. Datato attorno al XII secolo, sono ancora visibili i resti della facciata, i muri perimetrali ed il campanile.

Tutto molto deteriorato dal tempo, dai terremoti e dall’abbandono, ma tutto miracolosamente ancora in piedi. Sulla facciata sono infatti ancora visibili alcuni fregi a mosaico ed alcune maioliche ad adornare la torre campanaria.

Il busto marmoreo, tutt’oggi venerato, della Madonna dell’Alica – attribuita alla scuola del Gagini – e la Campana sono conservati nella chiesa di Pietrapennata.

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Fonte: FAI, Kalabria Experience, icastelli.it